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Cosa dice la scienza

Endometriosi e dieta

Nutrizione per la prevenzione e il trattamento dell’endometriosi. Ecco cosa dice la scienza

L’endometriosi, patologia in cui il tessuto simile a quello dell’endometrio si trova al di fuori dell’utero, affligge circa l’1-5% delle donne in età fertile, prevalentemente in Nord America, Europa e Australia.

Secondo uno studio pubblicato nel febbraio 2023 da Neal D.Barnard, Danielle N. Holtz et al., “NUTRITION IN THE PREVENTION AND TREATMENT OF ENDOMETRIOSIS: A REVIEW”, l’adozione di specifiche abitudini alimentari potrebbe avere un impatto significativo.

Ecco i punti chiave:

  • Riduzione del grasso di origine animale: Diminuire l’apporto di grassi animali e aumentare quello di fibre può abbassare i livelli di estrogeni circolanti, beneficiando così la gestione dell’endometriosi, malattia influenzata dagli estrogeni.
  • Limitazione del consumo di carne rossa: Mangiare carne rossa più di due volte a settimana è collegato a un maggior rischio di sviluppare l’endometriosi.
  • Incremento degli omega-3: Gli acidi grassi omega-3 hanno dimostrato di essere un fattore protettivo, riducendo il rischio associato all’endometriosi.
  • Dieta a base vegetale: L’adozione di un regime alimentare ricco di vegetali può essere vantaggioso per chi soffre di endometriosi, grazie al basso contenuto di grassi, all’aumento delle fibre e alla presenza di polifenoli anti-infiammatori.
  • Vitamina D: I livelli adeguati di vitamina D possono ridurre il dolore endometriale, con un impatto positivo sulla severità dei sintomi in donne con carenze.
  • Vitamine C ed E: L’integrazione di queste vitamine ha mostrato una riduzione significativa dei sintomi endometriosici, grazie alle loro proprietà antiossidanti che combattono l’infiammazione alla base della patologia.

Queste indicazioni sottolineano che, sebbene l’endometriosi non possa essere eliminata con la dieta, un’alimentazione mirata può rappresentare un supporto non trascurabile nella gestione dei sintomi e nella prevenzione della patologia.

È importante, tuttavia, consultare sempre un medico o un dietologo prima di apportare modifiche sostanziali alla propria dieta, specialmente in presenza di condizioni mediche specifiche.

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